SISTEMI INNOVATIVI ANTISISMICI

Rivolto alle agenzie immobiliari, alle imprese di costruzione ed ai privati, il modulo E cosi­ sm® è  stato pensato e sviluppato per coloro che intendono adottare un sistema costruttivo innovativo unito ad un design moderno e funzionale. I progetti sono piccoli e semplici nuclei residenziali che riprendono la tipologia architettonica della casa a patio. Attraverso l’utilizzo di tale modulo, si cerca di ristabilire un contatto tra natura ed archi­tettura riportando, all’interno di uno spazio minimo, la luce e l’interazione degli ambienti domestici tra di loro e con l’esterno. Origami project mira a sostituire la tradizionale edilizia residenziale con edifici efficienti, pic­coli e di facile gestione nonché, soprattutto, in regola con la normativa energetica che partirà
dal 2020. Il progetto di base potrà essere modificato su richiesta del committente adattandolo alle sue
esigenze o ai suoi gusti. Il modulo è composto da una maglia di acciaio tridimensionale realizzata con un filo d’acciaio
zincato che assolve a tre funzioni:

1. Nelle intercapedini laterali riceve i materiali isolanti;
2. Nello spazio vuoto centrale riceve le armature supplementari ed il calcestruzzo;
3. Diventa supporto ed ancoraggio per i materiali di finitura

Tale soluzione permette di avere tempi ridotti di costruzione con costi certi e sensibilmente inferiori rispetto a siste­mi
tradizionali; avere un prezzo molto competitivo rispetto ad altri sistemi che offrono analoghe presta­zioni energetiche;
ottenere una costruzione antisismica e completamente isolata termicamente, con un no­tevole risparmio energetico;
ricevere tutta l’assistenza necessaria durante la realizzazione del cantiere.
Marmentino è un piccolo comune di circa 700 abitanti sito in Alta Valtrompia, in provincia di Brescia, e dal 
sagrato della Chiesa parrocchiale intitolata ai Santi Cosma e Damiano è possibile godere di una vista mozzafiato sulle montagne circostanti. Nel tempo questo spazio esterno di pertinenza della Chiesa, sito sul lato nord dell’edificio, da zona sacra si era trasformato in parcheggio per le automobili e zona di sosta per i mezzi pesanti. Il parroco, per celebrare degnamente il centenario della consacrazione della Chiesa, nel 201 O, ha assegnato allo studio Campello&Ferrari Architects l’incarico di riqualificare il sagrato , valorizzando la monumentalità dell’intero complesso religioso e riconsegnando al paese uno spazio dall’elevato valore simbolico al cui interno è stato eretto il monumento ai caduti in guerra. L’attuale edifico ecclesiastico, frutto di addizioni e ricostruzioni succedutesi nel tempo, sul lato nord, presenta le sue parti più antiche e suggestive: il campanile del Xli secolo e l’elegan­te portico, unico avanzo dell’antica chiesa quattrocentesca . Effettuati i rilievi, prima di procedere alla progettazione, Campello&Ferrari Architects hanno effettuato un lungo lavoro di archivio per scoprire come il sagrato si presentasse nel passato e, quindi, procedere con l’elaborazione di una proposta filologicamente attinente . Le immagini storiche hanno mostrato la presenza di un muretto basso che delimitava l’intero perimetro : tale soluzione si presta perfettamente anche alla situazione attuale, sia per delimitare l’area di pertinenza della parrocchia le, sia come disincentivo al parcheggio delle automobili, sia per conferire una protezione ai ragazzi dell’oratorio le cui porte danno diretta­mente sulla strada provinciale. In origine il muretto cingeva un piccolo cimitero che, in seguito alle leggi napoleoniche, venne distrutto e ricostruito a mezza costa sul versante opposto, in mezzo ai boschi. Demolito circa quarant’anni fa, questo muretto era uno dei pochi elementi architettonici rimasti della prima chiesa risalente al XIV secolo, lo testimonierebbero alcune tracce d’affreschi cinquecenteschi rinvenuti sulla parete interna della chiesa, nella prossimità della porta attraverso la quale si passava dalla chiesa al campo santo. Campello&Ferrari Architects hanno voluto riproporre il muretto come era in origine, basandosi su antiche fotografie e mediante rilievi eseguiti sul posto; il tracciato è stato eseguito su una li­nea arretrata rispetto alla strada provinciale ed in proprietà privata. La ricostruzione si
compone di un getto di cemento armato rivestito da trachite grigio classica di Montemerlo , pietra utilizzata anche per la pavimentazione dell’intero sagrato. La trachite ha una struttura di fondo micro-c ristallina che le conferisce doti di resistenza meccanica pari a quelle dei migliori graniti, rispetto ai quali presenta tuttavia una minore durezza; la sua superficie, mai scivolosa anche quando liscia per usura o lavorazione, e l’elevato coefficiente d’aderenza, offrono un appoggio sicuro per il pedone; la sua natura cristallina le conferisce quel grado di porosità atto a drenare ed assorbire l’umidità che si deposita. Conosciuta sin dall’antichità con il nome di “silix”, durante la Repubblica Veneta fu detta pre­valentemente “Masegna” e usata soprattutto per i tipici lastricati veneziani, compresa Piazza San Marco; oggigiorno rimane uno dei materiali prediletti per l’arredo urbano in virtù della totale assenza di elementi coloranti che ne garantisce l’assoluta inalterabilità cromatica ed una eccezionale resistenza agli agenti inquinanti.