SICUREZZA NEL CANTIERE: OBBLIGHI E RESPONSABILITÀ DEL COMMITTENTE

Con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo del 9 aprile 2008 n. 81, conosciuto ai più come Testo Unico sulla Sicurezza, sono stati chiaramente individuati, nell’ambito di lavori edili o più in generale nei “cantieri temporanei o mobili” (titolo IV). gli obblighi del committente o del responsabile dei lavori. Innanzitutto, per fare il quadro della situazione è doveroso chiarire la differenza tra committente e responsabile dei lavori nel caso di appalti per opere private. Secondo le definizioni del Decreto, il committente è il soggetto per il quale l’intera opera viene realizzata, indipendentemente da eventuali frazionamenti della sua realizzazione. Il responsabile dei lavori, invece, è il soggetto che può essere incaricato dal committente per svolgere i compiti ad esso attribuiti dal suddetto decreto. Dalle definizioni si evince immediatamente che il responsabile dei lavori non è obbligatoriamente designato, ma deve essere incaricato dal committente con apposita delega, accettata e sottoscritta dal delegato, attraverso la quale il committente gli trasferisce i poteri di gestione e di spesa, che può gestire in piena autonomia. Stabiliti i ruoli, si possono a questo punto considerare gli obblighi previsti dalla normativa 1. Il committente o il responsabile dei lavori, nelle fasi di progettazione dell’opera, si attiene ai principi e alle misure generali di tutela (per esempio valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza, programmazione della prevenzione, eliminazione dei rischi, ecc.). in particolare: a) al momento delle scelte architettoniche, tecniche ed organizzative, onde pianificare i vari lavori o fasi di lavoro che si svolgeranno simultaneamente o successivamente; b) all’atto della previsione della durata di realizzazione di questi vari lavori o fasi di lavoro. 2. Il committente o il responsabile dei lavori, nella fase della progettazione dell’opera, prende in considerazione il piano di sicurezza e coordinamento ed il fascicolo adattato alle caratteristiche dell’opera. 
1 Nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea, il committente, anche nei casi di coincidenza con l’impresa esecutrice, o il responsabile dei lavori, contestualmente all’affidamento dell’incarico di progettazione, designa il coordinatore per la progettazione.
4. Nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea, il committente o il responsabile dei lavori, prima dell’affidamento dei lavori, designa il coordinatore per l’esecuzione dei lavori. 5. La disposizione di cui al comma 4 si applica anche nel caso in cui, dopo l’affidamento dei lavori a un’unica impresa, l’esecuzione dei lavori o di parte di essi sia affidata a una o più imprese. 6. Il committente o il responsabile dei lavori, qualora in possesso dei requisiti, ha facoltà di svolgere le funzioni sia di coordinatore per la progettazione sia di coordinatore per l’esecuzione dei lavori. 7. Il committente o il responsabile dei lavori comunica alle imprese affidatarie, alle imprese esecutrici e ai lavoratori autonomi il nominativo del coordinatore per la progettazione e quello del coordinatore per l’esecuzione dei lavori. Tali nominativi sono indicati nel cartello di cantiere. 8. Il committente o il responsabile dei lavori ha facoltà di sostituire in qualsiasi momento, anche personalmente, se in possesso dei requisiti, i soggetti designati in attuazione dei commi 3 e 4. 9. Il committente o il responsabile dei lavori, anche nel caso di affidamento dei lavori ad un’unica impresa o ad un lavoratore autonomo: a) verifica l’idoneità tecnico-professionale delle imprese affidatarie, delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi in relazione alle funzioni o ai lavori da affidare. Nei cantieri la cui entità presunta è inferiore a 200 uomini-giorno e i cui lavori non comportano rischi particolari, il requisito di cui al periodo che precede si considera soddisfatto mediante presentazione da parte delle imprese e dei lavoratori autonomi del certificato di iscrizione alla Camera di commercio, industria e artigianato e del documento unico di regolarità contributiva, corredato da autocertificazione in ordine al possesso degli altri requisiti previsti; b) chiede alle imprese esecutrici una dichiarazione dell’organico medio annuo, distinto per qualifica, corredata dagli estremi delle denunce dei lavoratori effettuate all’Istituto nazio- n. 12 pagina 19 nale della previdenza sociale (INPS). all’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro (INAIL) e alle casse edili, nonché una dichiarazione relativa al contratto collettivo stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, applicato ai lavoratori dipendenti. c) trasmette all’amministrazione concedente, prima dell’inizio dei lavori oggetto del permesso di costruire o della denuncia di inizio attività, copia della notifica preliminare, il documento unico di regolarità contributiva delle imprese e dei lavoratori autonomi, e una dichiarazione attestante l’avvenuta verifica della ulteriore documentazione di cui alle lettere a) e b) 1 O In assenza del piano di sicurezza e di coordinamento o del fascicolo tecnico, quando previsti, oppure in assenza di notifica preliminare, quando prevista oppure in assenza del documento unico di regolarità contributiva delle imprese o dei lavoratori autonomi, è sospesa l’efficacia del titolo abilitativo. L’organo di vigilanza comunica l’inadempienza all’amministrazione concedente 11. La disposizione di cui al comma 3 non si applica ai lavori privati non soggetti a permesso di costruire in base alla normativa vigente e comunque di importo inferiore ad euro 1 DO.ODO. In tal caso, le funzioni del coordinatore per la progettazione sono svolte dal coordinatore per la esecuzione dei lavori. E’ bene sottolineare che il mancato rispetto di quanto sopra può esporre il committente o il responsabile dei lavori a sanzioni di tipo amministrativo che vanno da Euro 500 a Euro 1.800 / . per le violazioni dei commi 7 e 9 c, o di tipo penale con arresto (fino a sei mesi) e ammende (fino a Euro 6400) per le violazioni dei commi 3,4,5 e 9.a. ZETA