CAPOLAVORI DI LUCE, SPAZIO E MATERIA NELL’OPERA DI JAMES TURRELL

Coloro i quali ritengono che l’architettura sia una semplice espressione di forma e materia terrena devono ricredersi di fronte a ciò che quest’arte offre mediante l’uso dello spazio e della luce. Anche questi ultimi producono architettura; la luce rivela e oscura allo stesso tempo, e attraverso essa lo spazio è delineato.

Eccellente dimostrazione di questo pensiero è l’indiscutibile produzione artistica dell’americano James Turrell, il quale propone da decenni complesse strutture architettoniche, caratterizzate da precise aperture sulla copertura, dove il visitatore è investito, in maniera percettiva, dalla luce diurna e notturna. La capacità di quest’ultima nello rivelare lo spazio è la finalità principale dei suoi progetti: le sue opere sono dei luoghi da vivere, dove il primo obiettivo è osservare una realtà modellata dagli occhi di ognuno di noi. Questi sono luoghi da percepire, piuttosto che da raccontare; il silenzio e l’evoluzione del tempo sono elementi fondamentali che devono accompagnare l’interpretazione dei suoi progetti. Turrell definisce le sue opere come “Skyspace”: un intenso studio scientifico permette l’elaborazione di spazi illuminati secondo dei precisi principi fisici, che consentono alla luce naturale di entrare dall’alto e avvolgere l’interno, dando l’impressione di essere circondati da una superficie piatta. Queste porzioni di cielo sono dei ritagli che si rivelano diversi a seconda del momento di osservazione; inoltre, definiscono uno spazio per la quiete e la meditazione contemplativa. Fra le sue opere statunitensi più importanti, “Twilight Epiphany”, adiacente alla Rice University di Houston (Texas), è una struttura a forma piramidale, disposta su due livelli, in vetro, cemento e acciaio; progettata per accogliere anche esibizioni musicali dal vivo, è pensata per la proiezione continua di luci Led sulla propria copertura durante lo scorrere della notte. L’apertura centrale del tetto è elemento essenziale di progetto permette di far entrare la luce naturale e di mostrare una porzione di cielo. All’interno del volume il visitatore viene isolato dal mondo esterno e abita lo spazio surreale, nel quale viene completamente immerso. Lo spettacolo di luce dà la possibilità di vivere un’esperienza intensa, correlata alla bellezza della natura circostante. Inoltre la visione del cielo a occhio nudo non sarà mai la stessa immagine rivista, per esempio, nella riproduzione di una macchina fotografica; i colori cambiano poiché la visione e percezione di ogni osservatore sono differenti. Se tale arte può essere criticata a causa della sua complicata accessibilità, deve allora essere fonte di sensibile bellezza e provocazione: è una vera e propria architettura alla quale spetta l’arduo compito di lasciare tutti a bocca aperta.