IL TETTO VERDE: NATURA E TECNOLOGIA SI INCONTRANO


Se oggi l’architettura si muove sempre di più verso l’integrazione della natura all’interno degli edifici, lo dobbiamo anche ad una tradizione architettonica che da decenni si muove verso la sostenibilità e la ricerca di nuove soluzioni progettuali . Già uno dei maestri del ‘900, Le Corbusier. aveva posto come fondamento dell’architettura il tettogiardino; ora si riscontra la tendenza a proporre coperture che possono essere dei veri e proprio giardini e pareti verdi che permettono agli edifici di respirare. In particolare la realizzazione di tetti verdi. già fortemente sperimentata all’estero, sta iniziando a diffondersi in Italia. poiché è considerato uno strumento valido per raggiungere obbiettivi di compensazione, mitigazione e miglioramento ambientale. La cultura nord-europea insegna come la realizzazione di coperture verdi praticabili siano un elemento di collegamento tra il territorio e la qualità della vita nei centri urbani. Sviluppatosi principalmente nei paesi scandinavi. la sua progettazione punta a riportare il verde nella città, richiedendo soluzioni permeabili e mirando a rivitalizzare l’ecosistema urbano. La norma UNI 11235 del 2007 definisce le regole di progettazione, esecuzione e manutenzione delle coperture a verde, distinguendole fra estensiva, che utilizza specie vegetali in grado di adattarsi e svilupparsi nelle condizioni ambientali in cui sono poste. ed intensiva, che prevede l’impiego di specie arboree ed arbustive. La corretta realizzazione porta benéfici effetti sul bilancio energetico degli edifici (moderando le temperature interne), la capacità di assorbire polveri. di costituire un eventuale elemento di assorbimento acustico, e di gestire il deflusso dell’acqua. Inoltre questo sistema prevede un attento studio dell’integrazione degli elementi verdi con quelli accessori. che compongono il sistema organico di tenuta della copertura. Sostituire i grigi tetti delle città con il verde estensivo è sicuramente un ottimo sistema per contrastare la cementificazione degli insediamenti urbani; esempi illustri risultano in questo caso la California Academy of Sciences a San Francisco e l’Art Schoola Singapore. In particolare il primo sfrutta il potere isolante della massa di terra e dello strato di piante autoctone che durante la notte accumulano l’umidità; inoltre contribuiscono a conservare la temperatura fresca all’interno dell’edificio, trasmettendo l’idea di un’architettura concepita come organismo per respirare. La presenza dello strato impermeabilizzante e antiradice e di quello drenante consentono ‘1 all’acqua di filtrare, fornendo una buona circolazione d’aria per le zone sottostanti. L’idea di un tetto che diventa un tutt’uno con l’edificio ed il territorio dimostra la continua ricerca attuale di integrare architettura. tecnologia e paesaggio, per creare un dialogo costante fra l’uomo. i suoi spazi e le sue esigenze.

 

 

 

 

 

 

 

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